• Home
  • quasi/scritti
  • quasi/racconti
  • quasi/poesie
  • quasi/foto

[nec tecum nec sine te]

Parola di lumaca sul niente di una foglia? Non è la mia. Non ti fidare. Acido acetico in latta sigillata? Non ti fidare. E' roba adulterata. Un anello d'oro con dentro il sole? Bugie. Bugie e dolore. (Sylvia Plath)

Feeds:
Articoli
Commenti

3.Sogni e bisogni

Mia amatissima Pauline,

ieri, nell’ora del tramonto, mentre me ne stavo a contemplare il disco liquido del sole che, simile ad un disappunto immotivato, si squagliava lungo l’orizzonte piatto e perfettamente orizzontale per la bonaccia, ho visto galleggiare la bottiglia turata dal tappo di sughero che mi portava le tue parole a sigillo d’una giornata perfetta.

E’ stato buffo, a dire il vero, ma nemmeno più di tanto ho dato peso alla stravaganza dell’invio poiché, come tu stessa affermi, ormai, tra noi, avvengono cose ben più bizzarre di una consegna postale così inusitata e casuale. Neppure mi sono scomposta leggendo le prime righe nelle quali mi confidi che le cose più belle accadano di sera, per merito di spiritelli benevoli e compiacenti congiunzioni spazio-temporali – la coincidenza dell’ora in cui ti leggevo, mia cara, che si sovrapponeva a quella nella quale tu mi avevi scritto, ha fatto sì che, per un istante, pensassi ad un buco nel Tempo in cui, io e te, fossimo miracolosamente cascate assieme, ritrovandoci faccia a faccia malgrado le distanze che ci dividono e che, so intimamente, essere puramente formali, dettate da convenzioni così umane da risultare sorprendentemente poco veritiere –

Non mi sono stupita neanche del fatto che appena pochi giorni fa ti abbia scritto e che questa tua lettera, invece, risponda non all’ultima mia, ma a quella precedente. Talvolta, le dimensioni che vogliamo accordare alle esistenze, le nostre, si prendono davvero gioco di noi. In quanto all’assenza del postino del quale mi hai così dettagliatamente espresso le impressioni che ne hai ricavato, non mi pronuncio. Temo che, dopo aver letto ciò che ti ha riferito riguardo ai miei occhi – “laghetti blu dove si specchiano le montagne”?, non l’hai trovato d’un’ovvietà troppo artefatta? – e al mio sorriso, la sua sicumera, davanti alla possibilità di dover avere a che fare con me un’altra volta, abbia vacillato.

Non lo biasimo. E’ un uomo e, pertanto, poco propenso a sfidare il destino. E poi dovresti saperlo anche tu che non devi mai fidarti di chi ti dice farò di tutto. “Tutto”, è un concetto molto relativo. Risponde a mille e milleuno modi diversi di intendere l’interezza. Oltretutto, mia dolcissima amica, aggiungi che questo postino ha natura di fantasma e che, soprattutto, beve come una spugna. I tuoi dubbi riguardo la sostanza delle sue sbronze sono anche i miei. Ma, ti confesso, un poco mi spaventa l’idea che lui, una volta ubriaco, si metta a passeggiare nei sogni altrui. E nei miei.

La faccenda dei sogni è faccenda complicata.

Ci riflettevo giustappunto mentre facevo colazione con la mia solita tazza di tè nero.

Sono due notti che faccio sogni prodigiosi ma, al mattino, me ne resta soltanto una traccia vaga, chiazze d’acquarello che sbavano sul foglio, e solo l’indizio di qualcosa di importantissimo che mi sfugge. La mia indole da archeologa subisce un moto di stizzosa rabbia di fronte all’impossibilità di recuperare almeno un frammento, prezioso, che mi dia la sensazione di aver, quantomeno, acciuffato il bandolo della matassa aggrovigliata.

Ora, tu, con le tue parole, mi instilli il dubbio che il postino, in quanto fantasma, – e dunque, assieme a lui, tutta un’indicibile folla, – se ne stia là, la notte, a rimestare nei miei sogni, e in quelli degli altri s’intende, come un cuoco pazzo con un ramaiolo in un’enorme casseruola.

Ci credo bene che questi spiriti non si fidino a tuffarsi nei sogni dei gatti. Ne uscirebbero a pezzi, resi folli dalle immagini con cui dovrebbero avere a che fare.

Ti ha raccontato lui – sfrontato – del sogno del bambino innamorato? Di come l’amore debba percorrere un’infinità di strade, di paesi, di oceani per giungere fino a noi e riconoscerci tra milioni e dirci “sei tu, proprio tu, con la tua faccia, i tuoi occhi, il tuo sorriso, quel tuo modo di camminare, di saltellare, di affacciarti alla finestra e guardare le foglie dorate abbandonarsi alla caduta d’un autunno lieve”? Devono essere i fumi del vino a renderlo tanto sfacciato da spifferare con tutta questa disinvoltura cose altrimenti destinate a restare segreti indicibili.

Io penso che nei sogni ci si incontri.

Sono convinta che sia quello il territorio sacro della nostra anima, la dimensione in cui tutto accade o può accadere, l’unica possibilità per i nostri corpi eterici di annullare tempo e spazio, il fattore Oz che si apre all’ignoto. Vedevo, nel sogno dell’altra notte, una bambina annegare, inghiottita da un’acqua azzurrissima. Quella bambina ero io. Non più sirena, ma piccola carne. Non era niente di spaventoso, però. Non era morire – anche se perfino morire, spaventoso, non è – Era, semplicemente, andare incontro a qualcosa di inevitabile. Chissà che il tuo postino non abbia visto anche questo. E chissà se, preso dalla smania della sbronza, abbia cercato, in qualche suo modo bislacco, di salvarmi. Spero di no. Spero mi abbia lasciato andare, dandomi la possibilità di farmi ricrescere la coda, riprendere il largo lontano dai nani sui trampoli sugli scogli o dai santoni che vogliono nutrirmi di pozioni per annientare la potenza dei miei sogni divini.

Mi spiace tu debba sdraiarti all’ombra esigua dei lampioni per trovare un poco di frescura. Il mare ha nostalgia di te. E io, mia cara, dell’abbraccio della tua pelle che sa di sale, e di buono, come gli spaghetti aglio olio e peperoncino e le nostre risate piccanti.

Adesso, proprio qui, vorrei averti vicina per guardarti “con quello sguardo incantato che (ho) hai quando vuoi bene a qualcuno”.

Mi piacerebbe, non sai quanto, vederti anche qui oltre che nei miei sogni o nel mio cuore. Spero accada presto, in questo tempo relativo e umano.

l’uccellino del tuo cuore

Angelina

Commenti disabilitati

  • con/tatto

    nectecum[at]gmail.com
  • ©Biancamara. Tutto il materiale qui pubblicato, immagini comprese, è proprietà intellettuale dell'autore. Come tale non può essere riprodotto, tutto o in parte, senza preventivo consenso dell autore stesso.
  • quasi/uguale

    "sono una piccola ape furibonda" Alda Merini
  • quasi/pagine

    • quasi/scritti
    • quasi/racconti
      • Col beneplacito di Jung
      • Decoupage di un rendez-vous impossibile
      • Dei lupi, dello stagno e del lasciarsi andare
      • Del verbo amare
      • Della neve e delle spalle
      • Della perduta innocenza
      • Eccetto il merlo
      • Edward, e la sconfitta
      • Era tutto così bianco
      • Ex-voto
      • Fantasmi
      • Fernanda
      • Fortune
      • Grandi braccia, grandi mani
      • Il dono del serpente
      • In una relazione di distacco
      • La luce della luna
      • La mia amica sembra un bambino
      • Lis monts
      • Molliche ai passeri
      • Moonriver
      • Natale è passato
      • Ora che l’acacia non c’è più
      • Quello che resta
      • Sotto il portico, di sera
      • Theatrum mundi
      • Un carteggio
        • 1.Cherry plum, cherry carol
        • 2.Vita a credito
        • 3.Sogni e bisogni
        • 4.La dolcezza del drago
        • 5.In un’oscura luce
        • 6.Piccolo elogio alla bellezza difficile
        • 7.Del colore del desiderio
        • 8.La strada del pettirosso
        • 9.Di spazi e lontananze
    • quasi/poesie
    • quasi/foto
  • quasi/fuoritempo

    • Novembre 2009
    • Ottobre 2009
    • Settembre 2009
    • Agosto 2009
    • Luglio 2009
    • Giugno 2009
    • Maggio 2009
    • Aprile 2009
    • Marzo 2009
    • Febbraio 2009
    • Gennaio 2009
    • Dicembre 2008
    • Novembre 2008
    • Ottobre 2008
    • Settembre 2008
    • Agosto 2008
    • Luglio 2008
    • Giugno 2008
  • Flickr Photos

    danza

    More Photos
  • primo amore e vecchie storie

    • il primo blog
  • quasi/altri luoghi

    • le imprese di Ciro
    • me_gustas_tu
    • orasesta
    • pensieri spettinati
    • super/cali/FRAGILIS
    • WordPress.com
    • [H]eart[H]
  • Feaci poesia

  • quasi/numeri

    • 19,848 hits



  • Creative Commons License
    This opera by biancamara is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
  • Statistiche gratis
  • Add to Technorati Favorites

Blog su WordPress.com.

Tema: Mistylook di Sadish.